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Cremasonora, l’arte dei dj regala un Carnevale digitale
 
Cremasonora, l’arte dei dj regala un Carnevale digitale
Cremasonora, l’arte dei dj regala un Carnevale digitale

Con Cremasonora il Carnevale si fa digitale e in musica: video sui social per raccontare la bellezza dei carri e l’arte dei dj

 Il Carnevale nelle sue forme tradizionali è stato rimandato di nuovo a causa della pandemia. Ma lo spirito carnevalesco non si ferma e anzi cambia location. Dalla fine del mese di marzo si racconterà sui canali digitali. L’idea viene dai giovani dj del progetto Cremasonora, la realtà sorta nel periodo di lockdown in collaborazione con il teatro san Domenico, in collaborazione con il Gran Carnevale Cremasco. Tre carri ospiteranno l’esibizione di alcuni dj, raccontando diversi generi musicali. E poi i contenuti, che verranno registrati nel mese di marzo, verranno diffusi sui social di Fondazione san Domenico, Gran carnevale cremasco e Pro loco Crema. Ci sarà spazio per il commerciale, la musica elettronica e il vinylism.

“Dobbiamo ancora definire quali carri verranno messi a disposizione. Sicuramente non mancherà il Gagèt, la tradizionale maschera cremasca”. Per il presidente del comitato Carnevale cremasco, Eugenio Pisati, è “tutta una novità: quando l’organizzatore Andrea Assandri ci ha fatto questa proposta abbiamo accettato di buon grado, tenuto conto che ormai i carri erano fermi da due anni. Sarà un modo innovativo per raccontare il Carnevale e mischiare la creatività di questi giovani. Ci consentirà di raggiungere un pubblico diverso e di sperimentare nuove forme di comunicazione”.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato perfettamente chiarito da Andrea Assandri: “vogliamo proporre spettacoli gioiosi e musicalmente vivaci, unendo l’estro e la capacità dei nostri artisti alla possibilità di esibirsi in alcune location insolite. Un modo per dire che l’arte dei performer può conquistare ogni luogo e riempire di divertimento ogni angolo. Lo abbiamo dimostrato nel lockdown, raccontandoci in streaming da un teatro vuoto. Ora siamo pronti a questo nuovo esperimento”.

Per il presidente della Fondazione san Domenico Giuseppe Strada: “quella dei giovani di Crema sonora è un cammino che continua all’insegna delle sperimentazioni e soprattutto del dialogo con un target di pubblico fino ad ora lontano dal teatro. Per la fondazione è stata e continua ad essere una grande opportunità per conoscere più da vicino generi musicali distanti e parlare ai giovani anche da palchi inusuali. Bene così, continuiamo a dare fiducia a questi artisti”.