Un salotto musicale è una serata di circa un’ora e mezza in cui due musicisti raccontano le vite e le idee che stanno dietro ad alcune delle pagine più importanti della musica, e poi le suonano a pochi metri da chi ascolta.
Si alternano racconto, ascolto ed esecuzione dal vivo. L’obiettivo non è spiegare la musica, ma arrivare a quello che la musica dice di noi, della nostra umanità. Si possono fare domande, si può non sapere nulla di musica. Serve solo curiosità.
I. QUANDO LA MUSICA DIVENNE ARTE
Il mondo di Ludwig van Beethoven
Prima di Beethoven, la percezione che tutti avevano della musica era profondamente diversa. Ogni brano apparteneva più all’occasione per cui era stato scritto, una festa di corte, una funzione religiosa, una serata di intrattenimento, che a chi l’aveva composto. La musica durava quanto durava l’occasione: cambiava padrone, si dimenticava, si sostituiva con la successiva. La profondità della musica di Beethoven rovescia per sempre questo rapporto. La sua musica conquista il diritto di restare, di rimanere per sempre. In quattro serate seguiamo la vita di Beethoven nel momento esatto in cui questa idea, che è ancora la nostra idea di musica colta, si è affermata.
12 novembre
All’amata immortale: il Beethoven sentimentale
Nell’estate del 1812, a Teplitz, Beethoven scrive una lunga lettera d’amore in tre parti a una donna che chiama “amata immortale”. Non la spedisce: verrà trovata tra le sue carte dopo la morte, e ancora oggi non sappiamo con certezza a chi fosse destinata. Sono gli anni in cui il trionfo pubblico della Settima Sinfonia convive con pagine rimaste nel cassetto, come Für Elise, pubblicata solo mezzo secolo dopo, e con un lungo rallentamento della produzione. Da quella crisi Beethoven esce con la Hammerklavier, la sonata più smisurata scritta fino ad allora.
Ore 20, durata 90 minuti.
Posti limitati, prenotazione consigliata: info@folcioni.com








