Il 21 ottobre il Rotary Club Crema ha ospitato il Maestro Marco Marasco, direttore del Coro Marinelli, una delle più antiche e rappresentative realtà musicali della nostra città.
«Il Coro Marinelli compie quest’anno 72 anni. Io sono soltanto il sedicesimo direttore di una storia che ha attraversato quattro generazioni. Non posso prendermi i meriti: ciò che
siamo oggi è il frutto del lavoro e della passione di molti che mi hanno preceduto». Parole che
esprimono rispetto e gratitudine verso un’eredità preziosa, che affonda le sue radici nella Scuola di Musica Folcioni, istituita nel 1911 grazie al lascito del benefattore Luigi Folcioni, che
volle donare alla città un luogo di educazione musicale legato al teatro e alla vita cittadina.
È proprio da quell’ambiente che, nel 1953, nacque il Coro Marinelli.
Un gruppo di appassionati, sostenuti dal direttore dell’Istituto Folcioni, Giorgio Costi, diede vita a un ensemble corale dedicato al primo direttore dell’Istituto, Pietro Marinelli, musicista di
rango e docente di armonia. In pochi anni, la formazione ottenne riconoscimenti di rilievo,
fino alla consacrazione nazionale nel 1960 con la vittoria al Concorso Internazionale “Guido
d’Arezzo”, uno dei più prestigiosi del mondo corale.
Marasco ha ricordato come, negli anni Sessanta, le esibizioni del coro rappresentassero veri e
propri eventi popolari. «La gente aspettava il ritorno dei coristi come si aspetta oggi una squadra di calcio e l’accoglienza era calorosa, con applausi e cori di gioia per i successi ottenuti».
Nel corso dei decenni il coro ha inciso dischi, pubblicato libri commemorativi e realizzato
mostre che ne raccontano la storia. «Quando sono arrivato io la formazione attraversava un momento difficile: erano rimasti solo nove coristi. Con pazienza e dedizione abbiamo
ricostruito il gruppo, oggi composto da 27 elementi, e l’anno scorso abbiamo avuto la soddisfazione di conquistare il terzo premio al concorso nazionale di Chiari». Un
risultato che conferma la rinascita del Marinelli, tornato ai livelli che gli competono.
Particolare attenzione è rivolta anche ai giovani, con l’inserimento di nuovi coristi
provenienti dai corsi della Scuola Folcioni. «Abbiamo diversi ragazzi tra i 19 e i 26 anni ed è un segnale incoraggiante: il futuro del Marinelli passa da loro».
Nel suo intervento, il direttore ha inoltre ricordato l’importanza di tutelare questa realtà come un “monumento vivente” della città: «Il Coro Marinelli non è solo musica. È storia, memoria,
passione civile. È un pezzo della nostra identità». E non a caso, una delle sale dell’ex Istituto Folcioni è oggi intitolata al Maestro Costi, figura cardine nella nascita del coro, e ospita l’unico organo Tamburini a tre tastiere della città, simbolo del valore musicale e artistico di questa tradizione.
Concludendo, Marasco ha voluto lasciare un messaggio di fiducia e responsabilità: «Dirigere il Coro Marinelli non significa soltanto guidare un gruppo vocale, ma custodire e rinnovare una parte della storia culturale di Crema. Spero di poter trasmettere questa passione alle nuove generazioni, perché la musica, come dice un’antica iscrizione della sala concerti del Folcioni, è misura e armonia di tutta la vita dell’uomo».














